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30 06 2026

Inaugurato il primo gemellaggio della campagna all’insegna della tradizione olivicola, tra Montopoli di Sabina e Bruqin, Cisgiordania.

Nell’ambito della campagna “OliviCultura di Pace in Palestina” coordinata da ACS Ong, Arab Agronomists’ Association (AAA) e Palestine Land Coalition (PLC), il 20 giugno è stato annunciato il gemellaggio “Ulivi di pace” tra la Municipalità di Montopoli di Sabina (RI) e quella di Bruqin, comune palestinese situato nel Governatorato di Salfit, in Cisgiordania, e sottoposto a costanti minacce e attacchi a causa dell’espansione degli insediamenti israeliani circostanti. L’elemento che lega queste realtà, geograficamente distanti ma culturalmente molto vicine, è la tradizione olivicola. Per questo le realtà montopolesi hanno già attivato diverse forme di raccolta fondi, finanziando la piantumazione di 950 olivi nel territorio di Bruqin, già iniziata la scorsa primavera, e in previsione delle future attività di scambio culturale. 

Crediamo che un mondo solidale si costruisca effettivamente quando le comunità e i popoli si uniscono, collaborano e capiscono che non ci poi tante differenze che li separano, perché in realtà facciamo tutti parte di una grande famiglia – commenta Andrea Fiori, sindaco di Montopoli di Sabina – Appena sono venuti a conoscenza di questa proposta e al netto delle varie ideologie politiche, i nostri agricoltori hanno deciso di partecipare perché rilevavano l’ingiustizia enorme che il popolo palestinese continua a vivere. Queste ingiustizie prendono di mira anche gli olivi, che in Palestina vengono puntualmente danneggiati ed estirpati davanti agli occhi degli agricoltori”. 

Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), durante la stagione di raccolta delle olive, nell’ottobre 2025, è stato registrato il più alto numero di attacchi da parte di coloni israeliani in Cisgiordania dal 2006. Si tratta di oltre 260 episodi di violenza contro persone e beni di proprietà palestinesi, che corrispondono a una media di 8 attacchi al giorno. L’agricidio è costante, mirato e sistematico in tutti i settori su cui poggia la sicurezza alimentare palestinese (Report). Rispetto a questa situazione, collegato in diretta durante l’evento del 20 giugno a Montopoli, il sindaco di Bruqin Hatem Samara sottolinea che “Qui siamo resistenti come gli olivi. Questa vostra iniziativa è la testimonianza viva della condivisione delle aspirazioni della nostra popolazione di vivere in pace, sicurezza, prosperità e godere dei legittimi diritti all’autodeterminazione e alla libertà al pari di tutti gli altri popoli del mondo libero”

L’aspetto fondamentale del gemellaggio è costituito dalla solidarietà verso gli sforzi di difesa territoriale in cui le comunità agricole palestinesi sono impegnate quotidianamente. A questo si aggiunge l’aspetto tecnico e istituzionale del gemellaggio che, all’insegna dello scambio e arricchimento reciproco, ha già messo in luce ed esplorato varie problematiche condivise in olivicoltura. L’adattamento al cambiamento climatico e la gestione delle risorse idriche, la gestione biologica della qualità (potatura e controllo della mosca), la qualità dell’olio legata alla buona gestione di un frantoio cooperativo e la trasformazione e valorizzazione dei sottoprodotti (combustione, compostaggio, alimentare). 

     

L’intento comune è quello di avviare da ottobre un programma di incontri a distanza e scambi culturali tra la comunità di Bruqin e quella di Montopoli: approfondimenti e interscambi tecnici traolivicoltori e tecnici palestinesi ed italiani incentrati sulle problematiche chiave della piccola-media olivicoltura sostenibile, ed estesi anche ad olivicoltori di altri territori. Come spiega il rappresentante di Arab Agronomist Association Issa El Shatleeh: “Questo gemellaggio andrà a beneficio sia degli olivicoltori palestinesi che di quelli italiani. In Palestina lavorano esperti specializzati nella produzione d’alta qualità nel settore olivicolo, così come in Italia. Condividere le nostre esperienze e conoscenze ci permetterà di migliorare reciprocamente la nostra produzione e la qualità del nostro olio”.

In questo senso il gemellaggio sposa la logica dell’intera campagna: “Questa campagna si radica nell’Italia rurale che difende e attualizza il modello agricolo ‘mediterraneo’, fatto di biodiversità, di olivi e terrazzamenti secolari, di poca acqua, faticoso lavoro collettivo e tanti saperi locali, e attorno all’olivicoltura sostenibile si organizzano risposte collettive ad abbandono e dissesto o agroindustria e cementificazione.” commenta Nicola Manno, agroecologo, coordinatore della campagna e presidente di ACS Ong. “La protezione e la rigenerazione degli uliveti è una strategia di resilienza diffusa per le comunità rurali, permette di generare innanzitutto un recupero ambientale e poi economico del territorio, fino a diventare, in Palestina, strumento di autodeterminazione e difesa collettiva dei terreni.”

Primo gemellaggio tra Montopoli e Burqin     

Nell’ambito della campagna “OliviCultura di Pace in Palestina”, grazie al supporto di comunità e organizzazioni agroecologiche italiane e palestinesi, nella stagione 2025-2026 sono stati piantati 2430 olivi, 1472 alberi da frutto e 54mila piantine orticole, coinvolgendo 108 famiglie di agricoltori in 6 governatorati della Cisgiordania. Questo risultato rientra nel programma denominato “One Million Olive Trees for Palestine”, che nello stesso periodo ha finanziato la messa a dimora di un totale di 28.000 piante, pari a quasi il 25% degli olivi danneggiati dagli israeliani negli ultimi tre anni. 

 

Per donazioni, adesioni e approfondimenti sui gemellaggi: olivi-culture-of-peace@acs-italia.it

Per interviste, adesioni e approfondimenti: olivi-culture-of-peace@acs-italia.it