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19 06 2026

L’AGRICIDIO IN PALESTINA – IL REPORT CONCLUSIVO

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Nel 2025, vivere e lavorare nelle aree rurali della Cisgiordania è diventato sempre più difficile per migliaia di famiglie palestinesi e beduine. Secondo i dati raccolti sul campo, nel corso dell’anno sono stati registrati circa 6.120 episodi di violenza che hanno colpito comunità già fortemente vulnerabili, mettendo a rischio non solo la loro sicurezza, ma anche la possibilità di continuare a vivere e produrre sui propri territori.

Sfollamenti forzati, incursioni militari, attacchi fisici, intimidazioni e demolizioni fanno parte di una pressione costante che si manifesta anche attraverso la distruzione di abitazioni e infrastrutture agricole, la confisca di terreni, la chiusura di strade e aree di pascolo, il danneggiamento di proprietà private e lo sradicamento di migliaia di alberi.

A essere colpiti non sono soltanto gli spazi di vita, ma anche i mezzi di sostentamento delle comunità. Le restrizioni all’accesso alla terra e alle risorse idriche, insieme al furto e all’uccisione di bestiame, compromettono quotidianamente attività essenziali come la pastorizia e l’agricoltura su piccola scala, da cui dipendono molte famiglie per il proprio reddito e la propria sicurezza alimentare.

Il quadro che emerge è quello di una pressione sistematica che incide profondamente sulle condizioni economiche, sociali e umanitarie delle comunità palestinesi più marginalizzate, alimentando dinamiche di sfollamento progressivo e trasformazione demografica dei territori. Una situazione che solleva serie preoccupazioni rispetto alla tutela dei civili sotto occupazione e al rispetto di diritti fondamentali come l’accesso alla terra, all’abitazione, all’istruzione, al lavoro e alla libertà di movimento.

Tra i settori maggiormente colpiti c’è quello olivicolo, da sempre simbolo del legame tra le comunità palestinesi e la propria terra, oltre che pilastro dell’economia rurale locale. Migliaia di famiglie dipendono infatti dalla produzione di olive e olio d’oliva, una risorsa che continua a essere oggetto di attacchi e restrizioni nell’ambito delle più ampie dinamiche di appropriazione territoriale.ù

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