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14 04 2026

VIK. Quindici anni dall’uccisione di Vittorio Arrigoni

di Meri Calvelli

15 aprile 2011 – 15 aprile 2026. Quindici anni dall’uccisione di Vittorio Arrigoni a Gaza.

Questo ritratto è stato realizzato da un giovane Abdullah che frequentava il Centro Vik a Gaza e che vorrebbe “rimanere umano”.

Fu una vicenda tragica l’uccisione di Vittorio,  che purtroppo preannunciava la continuazione di tanti altri orrori. 

Vittorio Arrigoni era un attivista italiano per i diritti umani, arrivato la prima volta a Gaza nel 2008 con la prima e unica Flotilla che riuscì a rompere il blocco navale imposto da Israele sulle acque palestinesi. 

Vittorio era un attivista che usava il reportage come strumento di denuncia. Nei suoi reportage condannava le azioni militari repressive di Israele, parlava con le persone e portava all’attenzione la situazione abusante vissuta dalla popolazione civile palestinese nella Striscia. 

Il 14 aprile 2011 fu rapito a Gaza da un gruppo salafita, chiamato Tawhid wal-Jihad, in contrasto aperto con Hamas, che chiedeva la liberazione di alcuni loro membri detenuti e lo accusava di essere troppo vicino al sistema politico occidentale. Vittorio moriva tragicamente prima della scadenza dell’ultimatum. 

Ma il suo “Restiamo Umani” vive oggi più che mai. 

E’ un appello che trascende confini e ci impone di recuperare la nostra umanità, come l’unica prospettiva possibile da cui guardare il mondo e l’unica qualità imprescindibile con cui attraversarlo. 

Oggi, all’indomani della partenza della Flotilla e mentre molte altri navi stanno salpando, ricordiamo Vittorio che sventola la bandiera palestinese dalla sua barca, e auguriamo Buon Vento alla flotta. 

Restiamo Umani.